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Il portico
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Sant'Antioco di BisarcioSant'Antioco di Bisarcio - Il portico  -  foto:  Giusi Canalis
XI - XII Sec. - Ozieri (Sassari)

 

Il Portico

Costruito a ridosso della facciata, si propone come un organismo architettonico peculiare e polifunzionale: esonartice al pianterreno, quale elemento intermedio fra esterno e interno; cappella, stanza vescovile e sala capitolare al piano superiore.
Al piano terra l'atrio porticato, un tempo apriva con tre archi a tutto sesto a tre fornici, di cui il mediano fungeva da ingresso, poich gli altri due laterali includevano bifore con leoni stilofori. Nell'arco laterale sinistro quest'ultima, oggi, risulta tamponata.
Sant'Antioco di Bisarcio - Portico  -  foto:  Giusi Canalis Nel piano inferiore il portico coperto da sei volte a crociera con archi traversi che scaricano su paraste che sporgono dai muri perimetrali e su slanciati pilastri liberi dalla pianta cruciforme e dai capitelli variamente decorati con fogliame.
Il piano superiore, diviso in tre vani, coperto da volte a botte longitudinali.La scala, che dal piano inferiore conduce al superiore, ricavata nello spessore del muro Sud e immette in un primo vano insolitamente caratterizzato da un camino con cappa a forma di mitria con fascia bordata decorata a motivo fitomorfico.
Nel vano mediano adibito a cappella si rileva scolpita su una delle parerti intermedie una epigrafe che attesta la consacrazione e la dedica dell'altare ad onore di tre santi:

CONSACRATUM EST HOC ALTARE
AD HONOREM S C I IACOBI AP LI
S C I T OM E ARCHIPR ESUL ET MARTIR
ET S C I MARTINI EP I ETC F
S C I CECILI E VIRG

"Questo altare stato consacrato
in onore del Santo Giacomo Apostolo
del Santo Tommaso Arcipresule e Martire
e del Santo Martino Vescovo e confessore di
Santa Cecilia Vergine"

Detta epigrafe minuziosamente scolpita a lettere gotiche e questo conferma non soloSant'Antioco di Bisarcio - particolare l'intervento di una maestranza qualificata alla scrittura: il lapicida, quant'anche l'importanza del luogo, probabilmente sede della cappella vescovile, che ricevette l'epigrafe, ed inoltre, visto l'uso del carattere gotico dello scritto, si pongono dubbi sulla data del completamento del portico e sulla consacrazione di questo secondo altare.
Quest'ultimo, ricavato da un basamento parallelepipedo ricoperto da una lastra di pietra, collocato leggermente al di sotto della bifora della facciaat originaria, e rivolto verso il presbiterio e l'altare maggiore della dell'aula sottostante.
L'attuale facciata del portico che, si detto, apre nell'ordine inferiore con tre arcate che poggiano su capitelli a foglie d'acanto, la mediana d'accesso a doppio rincasso e presenta un tratto di foglie allineate e nel rincasso basso si notano delle formelle quadrate con decorazioni simboliche varie e minute.
Alla base d'imposta dell'arco e sui capitelli dei due pilastri si collocano delle teste antropomorfe in tufo.
Nell'archivolto laterale di sinistra, con bifora tamponata, si notano motivi decorativi a busto antopomorfico; in quello di destra motivi fitomorfici e dentelli presenti, i primi, anche nello sguscio degli archetti della bifora che conserva ancora, a differenza della precedente, la colonna spartiluce e il leone stiloforo.
L'arcata laterale destra include, oltre alla bifora descritta, un piccolo rosone a raggiera, mentre quella laterale sinistra, un piccolo riquadro con figura geoemtrica polilobata. Nei pennacchi degli archi e sulla verticale dei pilastri centrali, si evidenziano due formelle decorate con stelle a dodici punte, nei semipennacchi, due formelle con geometrie varie.
La plastica cornice marcapiano con motivo floreale a foglie di vite e dentelli, separa i due ordini inferiore-superiore. Quest'ultimo, ricostruito dopo un crollo con muro liscio, evidenzia nella parte destra un forte aggetto di resti di membrature, costituite da quattro archetti ogivali con sopracciglio su peducci con testa antropomorfa e mensole quadrate con rosetta. L'aggetto, nella parte alta, conclude con una rimanenza di cornice a largo sguscio e con due colonnine coronate dal capitello con abaco dadiforme.
Dette membrature caratterizzano notevolmente la fronte della facciata rendendola plastica e dinamica, sia con la successione ripetitiva ed orizzontale, degli archetti gotici, sia con il procedere obliquo delle teste di colonnine e della cornice a sguscio che unitamente seguono il disegno degli spioventi del frontone.
  
 

 

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